E' la patata protagonista della 13° monografia della collana editoriale Coltura&Cultura, promossa da Bayer CropScience. L'opera è stata presentata il 17 maggio scorso a Budrio di Bologna, nello stabilimento di Patfrut, nell'evento "Valori e valore della patata", che ha chiamato a raccolta esperti dei settori della ricerca, produzione e commercializzazione, coordinati dal giornalista Beppe Boni, per celebrare virtù e caratteristiche del tubero più famoso del mondo. "Come i precedenti volumi anche questo è suddiviso in otto sezioni e ha lo scopo di offrire al lettore una trattazione completa del variegato mondo della patata - spiegano i coordinatori scientifici Luigi Frusciante e Giancarlo Roversi - . La fruibilità dei testi è resa agevole dalla capacità degli autori di trattare gli argomenti con rigore scientifico ma con un linguaggio accessibile anche a coloro i quali hanno poca dimestichezza coi contenuti più specialistici dell'opera". Tra questi, figura anche il nutrizionista Carlo Cannella, scomparso da pochi mesi, cui è dedicato il volume.
"Ogni anno Bayer destina il 10 per cento del suo fatturato al settore ricerca e sviluppo - ha ricordato Frank Terhorst, amministratore delegato di Bayer, salutando i partecipanti -. Diamo infatti grande importanza all'innovazione di prodotto e ai servizi per l'agricoltura, la distribuzione e l'utilizzo dei prodotti. In questo contesto rientra la rete di Coltura&Cultura, costituita da 600 esperti che insieme producono uno strumento in grado di formare e informare il consumatore".
Paolo Bruni, presidente di Cogeca, ha presentato i dati sulla produzione pataticola, che in Italia tocca il milione e 700mila tonnellate circa, con una tendenza al calo delle superfici investite rispetto agli anni precedenti e una esportazione di sole 170mila tonnellate contro un import di 633mila tonnellate. "Occorre un colpo di reni, la patata deve fare più sistema soprattutto in Emilia Romagna dove gli operatori sono tutti contigui", ha commentato. Poi l'attenzione si è spostata sui temi che oggi sono al centro del dibattito politico ed economico agricolo. "Per immaginare una agricoltura sostenibile dobbiamo pensare a un triangolo dove ai due lati troviamo la società e l'ambiente ma alla base c'è l'economia. Se non si fa riferimento a questo ci sarà ancora l'agricoltura italiana tra venti o trenta anni? - si è chiesto il presidente di Cogeca -. Questa dovrà essere la Pac dopo il 2013 , dove il reddito degli agricoltori dovrà essere posto in primo piano nelle scelte politico-economiche insieme al ruolo determinante del sistema produttivo per tutelare l'ambiente e la salute dell'uomo e garantire uno sviluppo sostenibile".
Ha ricordato la vocazione alla pataticoltura di questa terra l'assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna Tiberio Rabboni. "Questo è uno dei poli di eccellenza a livello nazionale ed europeo, non solo per volumi ma anche per la capacità di offrire istintività e valore aggiunto", ha sottolineato. E non è un caso che in questa regione abbiano sede il Cepa, il centro documentazione per la patata, il Consorzio delle Buone idee, la Borsa delle patate e vanti la patata di Bologna Dop. "Il comparto ha bisogno di risorse per compiere il suo processo evolutivo - ha spiegato Rabboni -, per questo la Regione Emilia Romagna ha proposto al Ministero di dedicare un supporto specifico alla patata, non potendo più beneficiare dell'aiuto di Stato e, in secondo luogo, di inserire la patata tra le colture interessate dalla revisione dell'Ocm ortofrutta".
Ha concluso la parte dei saluti il direttore del Consorzio agrario di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma Angelo Barbieri.
Renzo Angelini, direttore marketing & tecnical management di Bayer, ha presentato i dati del volume, che conta 92 capitoli grazie all'impegno di 104 autori coinvolti (tra cui 24 stranieri e 24 giornalisti), 10 Paesi leader, 13 Università italiane, 40 esperti della filiera della patata.
La parola è passata poi allo scrittore e giornalista Giancarlo Roversi, coordinatore scientifico del volume insieme a Luigi Frusciante, che si è soffermato in particolare sulla storia della patata nel territorio bolognese, dove è stata "sdoganata". "Questo volume - ha infine evidenziato - è stato arricchito di tematiche, alcune solo apparentemente 'leggere', per offrire a quanti lo approcceranno nuovi stimoli di lettura e nuoti motivi di attrattiva, ma anche di arricchimento culturale".
La patata era "il vero oro degli Inca", ha asserito Giovanni Ballarini dell'Università di Parma-Accademia italiana della cucina, che ha parlato della patata dal punto di vista storico-geografico. "E' arriva in Europa non grazie ai militari spagnoli bensì ai ricercatori che l'hanno esportata senza conoscere nulla di come era utilizzata nella cucina di origine e questo è stato un bene - ha proseguito Ballarini -. È infatti il vecchio contiene che ha inventato veramente la patata nelle sue varie utilizzazioni e l'ha adattata a climi diversi. E da qui è partita alla conquista del mondo". Nel successo della patata, un ruolo rilevante ha avuto la sua utilizzazione, come ad esempio la frittura, tipica invenzione europea. "Un successo che è interessante seguire anche attraverso la lingua nelle due varianti: quella che mantiene il suo nome originario, papa, è quella che l'assimila ad altri frutti, come mela e tartufo di terra", ha evidenziato.
Ha fatto una breve panoramica sull'affermazione della patata dal punto di vista scientifico (da cibo per animali, a cibo per poveri, a cibo da proteggere con le guarnigioni) Paolo Puddu dell'Università di Bologna. "La patata ha una storia sono solo socio-alimentare, ma compare anche nei grandi trattati ed erbari medievali - ha spiegato -. E' stata classificata come alimento funzionale, ovvero come un cibo che mostra proprietà benefiche sulla salute, a prescindere dall'efficacia nutrizionale della patata".
Il giornalista e critico cinematografico Marco Spagnoli ha ripercorso il legame intimo e antico tra cinema e patate, citando gli esempi più eclatanti contenuti nel capitolo, con un cenno al ruolo della patata nell'invenzione dei fratelli Lumiere nel 1904 delle lastre Autochrome, antenate delle pellicole moderne.
L'intervento dell'altro coordinatore scientifico, Luigi Frusciante, ha invece puntato l'attenzione sugli obiettivi del miglioramento genetico della patata, nel passato, presente e futuro. "La cosa più importante fatta nel passato è stata quella di adattare questa specie a condizioni pedo-climatiche di tutto il globo - ha detto -. Il primo progetto di miglioramento genetico che ha interessato la patata è stato quello di reperire fonti di resistenza alle malattie nel vasto panorama varietale selvatico. Il presente è dato dalla necessità di adattare i nuovi materiali genetici a quelle che sono le esigenze quotidiane con l'obiettivo di salvaguardare l'ambiente".
La conoscenza attuale della patata si basa su tre elementi: risorse e fattori genetici utilizzabili nel miglioramento di caratteristiche importanti, sviluppo dei diversi organi e fattori che influiscono funzionamento ed efficienza. "Oggi è nota la sequenza completa del genoma della patata e questo permetterà di utilizzare i materiali originali della zona alto andina per la ricerca dei genotipi più produttivi - ha evidenziato Patricio Malagamba del Centro Internacional de la papa di Lima, in Perù -. Le patate andine costituiscono un 'pool' di geni molto ricco che è stato impiegato molto parzialmente: meno di un 10% della risorsa genetica della patata presente in quella zona èstato finora utilizzato. Così si può prevedere un futuro spettacolare dell'utilizzo di questo germoplasma".
Giordano Italo del CRA-Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, Centro di ricerca per l'orticoltura di Pontecagnano (SA), si è invece soffermato sula tipologia di consumo e cicli di produzione della patata per dare un'idea della distribuzione geografica e della disponibilità di tutto l'anno. "Percorrendo la Penisola s'incontrano le condizioni pedoclimatiche favorevoli alla sua coltivazione con produzione di tuberi pressoché ininterrotta lungo tutto il corso dell'anno", ha sottolineato, soffermandosi poi sull'importanza delle varietà per le diverse destinazioni d'uso.
Francesco Pennacchio dell'Università Federico II di Napoli ha descritto i principali parassiti e malattie, compreso i nematodi che deprezzano e riducono le produzioni, con un accenno ai nuovi metodi di lotta finalizzati alla salvaguardia dell'ambiente e al miglioramento della qualità delle produzioni.
In Italia, dopo il pomodoro, la patata rappresenta la coltura più diffusa. In questo contesto riveste grande importanza il paesaggio. "Si tratta di una coltura versatile presente in tutte le regioni italiane, ha rilevato Davide Papotti dell'Università di Parma -. La regolarità dei filari, il colore della foglia, la fioritura come momento forte della rilevanza percettiva e l'alternanza colturale sono le principali caratteristiche della sua coltivazione nella prospettiva paesaggistica".
Ha dedicato un vero e proprio elogio alla patata lo scrittore e giornalista Luca Goldoni, fatto di "tanti piaceri e un complesso di colpa". Dal purè amato da bambino fino alla predilizione per le patate lesse, che gli fece rischiare l'arresto in Unione Sovietica.
Daniele Tirelli dell'Università Iulm e presidente di Popai, ha analizzato le richieste dei consumatori. L'umile patata ha rilevato, attraverso la nostra indagine, le medesime grandi potenzialità per un marketing avanzato dell'ortofrutta: il 73% non la ritiene un 'cibo da poveri', il 77% pensa sia una componente di dieta equilibrata, l'87% sostiene siano economiche e l'86% ritiene che quelle fresche siano migliori che le surgelate. Dall'indagine è emerso che la patata è l'ortaggio 'ecumenico' per antonomasia: solo il 6% della popolazione non lo inserisce nella propria dieta. Viene poi consumato una volta alla settimana da oltre la metà degli intervistati, colpiti in particolare dalla sua versatilità culinaria.
"Vedo spunti interessanti sul messaggio relativo al valore percepito dalle patate al selenio che apre spazi di crescita ulteriori e, al contrario, la negatività del prezzo percepito contro il reale, con implicazioni per le modalità di offerta possibili - commenta Tirelli -. Interessante anche la riconoscibilità di alcune regioni di provenienza piuttosto che la varietà o il marchio, la fedeltà a un tipo di patata e la conoscenza su come utilizzarla, tuttavia l'interesse a conoscere nuove patate, esempio quelle blu del Perù, come spunto per nuove nicchie premium price. Infine interessante la percezione di prodotto sicuro".
Uno sguardo alle caratteristiche nutrizionali e salutistiche con Mariangela Rondanelli dell'Università di Pavia. "La patata è un alimento dietetico vero e proprio - ha spiegato -. Ha infatti un buon contenuto di vitamina C e vitamine del complesso B, in particolare l'acido pantotenico. Buono anche il contenuto di polifenoli, presenti soprattutto nella buccia. Importante, infine, anche il contenuto di provitamina A". La patata è il secondo carboidrato più digeribile dopo il riso e la ricchezza di potassio la rende utile nella dieta degli ipertesi. "Rappresenta una valida alternativa a pane e pasta: 100 grammi di patate forniscono 80 calorie circa a fronte delle 260-270 fornite da un'uguale quantità di pane bianco", ha detto ancora. Senza dimenticare che le patate sono da sempre la cura adeguata per i soggetti che hanno problemi di tipo gastrointestinale.
La patata nella fitocosmesi: dalla favola del rimedio contro le lentiggini, agli usi come componente di creme (amido) o come rimedio diretto del tubero, della fecola, del succo per curare disturbi, ma anche per la bellezza della casa. Ne ha parlato la giornalista Agnese Pellegrini.
Basta qualche dato per capire l'importanza della patata nel contesto agricolo mondiale. Li ha elencati Nicola Calabrese, del CNR-Istituto di Scienze delle produzioni alimentari di Bari. Coltivata in più di 100 Paesi, gli ettari totali sono 18,5 i milioni e 330 milioni le tonnellate prodotte nel mondo. Il suo paese di origine, il Sudamerica, ha attualmente un ruolo di scarso rilievo (5%) nella produzione. Rimane comunque una coltura tradizionale per i piccoli agricoltori della regione andina e ricopre un ruolo fondamentale per mantenere il tessuto socio-economico e salvaguardare la biodiversità. Cina e India occupano i primi 2 posti nella graduatoria mondiale, in cui figurano nei primi 10 posti anche 7 Paesi europei: Russia, Ucraina, Germania, Polonia, Bielorussia, Paesi Bassi e Francia (i primi 5 fanno il 64% della produzione continentale). Si è soffermato sull'evoluzione delle superfici e produzioni delle patate nei vari Continenti dagli anni '90 a oggi Pasquale Lombardi dell'Università Federico II di Napoli, passando poi a una descrizione dei tre modelli (occidentale, asiatico e africano) di produzione-consumo. Infine ha analizzato la situazione italiana evidenziandone gli apsetti positivi e negativi, rischi e opportunità. "Tra le criticità, va segnalata una tradizionale mancanza di una regolamentazione di mercato e la totale dipendenza dall'estero per il seme", ha detto. Ha chiuso l'incontro Paolo Villoresi De Loche, giornalista e presidente Italian cooking forum di New York, con alcune curiosità sul celebre tubero negli Usa e nella città della 'grande mela'. "Un paese dove un vero americano si definisce 'meat and potatoes', cioè 'carne e patate', e una città dove coesistono tantissime etnie e più di ogni altro luogo si pranza fuori casa", ha spiegato il giornalista.
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