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08/05/12 - Federalimentare: "Per crescere Rilanciare i consumi e sostenere l'internazionalizzazione" PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Maggio 2012 11:07

altUn'industria che nel mondo è sempre più sinonimo di eccellenza e qualità, nonostante il freno di contraffazione e italian sounding, ma che, nei confini domestici, è soffocata dal crollo della capacità di acquisto delle famiglie, con un calo in quantità dei consumi alimentari di quasi 10 punti in 5 anni.Un settore che continua a investire in sostenibilità ambientale, nel m iglioramento nutrizionale dei prodotti, nel promuovere stili di vita salutari, ma che nei primi mesi del 2012 vede il suo ruolo di galleggiante anticiclico dei consumi intaccato da una crisi ormai strutturale, che ha già impattato con forza sulle abitudini alimentari del consumatore, in particolare sui giovani (25-34enni), i single e le coppie senza figli.

E' questa la fotografia presentata da Federalimentare in occasione della sua assemblea pubblica, tenutasi ieri , a "Cibus", che nell'occasione ha presentato ai rappresentanti del Governo presenti  (il ministro per le Politiche agricole Mario Catania e il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera) e alle Istituzioni la sua lista di priorità per tornare a crescere e ad essere protagonisti sulle tavole italiane e di tutto il mondo.

"Se l'alimentare sta tenendo meglio di altri settori, è merito dei suoi imprenditori, della loro capacità di innovare e di investire anche nel contesto della più grave crisi economica del dopoguerra - ha commentato il presidente di Federalimentare Filippo Ferrua Magliani -. Ma per guardare con rinnovato ottimismo al futuro sono necessari interventi sulla crescita e sul rilancio dei consumi. Non vanno in tale direzione l'ulteriore aumento dell'Iva, l'introduzione di una food  tax dannosa e discriminatoria o l'ipotesi di istituire un deposito cauzionale sugli imballaggi. Ben vengano, invece un maggiore sostegno all'internazionalizzazione, con la deducibilità dei costi per la promozione dei prodotti italiani all'estero, una nuova normativa di indirizzo tariffario per uscire dalla logica di assistenza e sovvenzione all'autotrasporto e nuove misure per arginare i costi energetici, che pesano sulla produzione alimentare tra il 6 e l'11per cento".

 

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