|
Mercoledì 22 Febbraio 2012 09:30 |
|
E' pronto a rivedere l'Imu sui fabbricati rurali il ministro per le Politiche agricole Mario Catania (foto), dopo gli allarmi lanciati dagli operatori del settore agricolo e dopo aver ricevuto una delegazione di deputati e senatori. "Siamo ben consapevoli delle difficoltà e del valore delle produzioni agricole in questi territori e della tutela ambientale connessa a tali attività - dice il ministro -. Per questo ho assicurato il mio impegno nella ricerca di soluzioni correttive, da individuare con il ministero dell'Economia, per le aziende agricole delle zone montane". L'introduzione dell'imposta municipale unica per i fabbricati rurali, finora esenti, avrebbe conseguenze dirompenti per l'intero comparto agricolo. L'ex-Ici si applicherà su stalle, rimesse e qualsiasi immobile strumentale alla gestione dell'azienda agricola, ma anche su agriturismi e abitazioni rurali rimasti esclusi fino ad oggi. Non solo. Il governo Monti ha anche disposto l'abolizione del catasto rurale (Catasto terreni), dove sono iscritti immobili realizzati o sistemati dopo il 1998, che dovranno passare all'urbano. Diversamente chi ha costruzioni rurali non accatastate dovrà rivolgersi ad un professionista per espletare la pratica. Sull'Imu gli enti locali saranno chiamati a giocare una partita importante. Tanto per intendersi sulle abitazioni rurali l'aliquota è fissata a 0.4 per cento, ma può essere ridotta dai Comuni fino allo 0.2 o aumentata fino allo 0,6. L'aliquota sui fabbricati rurali strumentali, invece, è stata fissata allo 0.2 per cento e può essere ridotta dai Comuni fino allo 0.1. Il timore è che in un periodi di bilanci comunali magri la tentazione per gli enti sarà forte.
Fonte: Il Denaro.it
|