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27/01/12 - Sciopero dei tir, almeno una settimana per tornare alla normalità PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Gennaio 2012 09:41
altI blocchi degli autotrasportatori iniziano a ridursi, ma ci vorrà più di una settimana per ritornare alla normalità. Intanto però sale la conta dei danni provocati dal fermo della circolazione, dato che in Italia l’88,3% delle merci viaggia su strada. Le prime stime sono da brivido: considerando tutte le attività paralizzate dallo sciopero dei tir, dalla coltivazione alla raccolta, dalla trasformazione alla vendita nella Gdo, la perdita secca per l’intera filiera agroalimentare italiana arriva a 200 milioni di euro, di cui praticamente la metà ricade solo sull’agricoltura. Lo afferma la Cia sulla base di dati raccolti sul territorio nazionale.
Due aziende ortofrutticole su tre non riescono ancora a conferire il prodotto, ha sottolineato ieri la Cia. Una situazione che riguarda in primo luogo la Sicilia e poi tutto il Centro e Sud Italia. Va ricordato, infatti, che la produzione ortofrutticola nazionale è distribuita soprattutto in questa macro area del Paese, dove si colloca il 70% del valore commerciale e dove peraltro la rappresentatività di queste colture è dominante sulle altre produzioni agricole con il 57% (contro il 23% al nord).
Non c’è solo il danno commerciale immediato, ma c’è anche quello a lungo termine legato alla perdita di commesse estere, a tutto vantaggio dei nostri competitor stranieri. Da quando è cominciata la protesta dei tir, infatti, le importazioni di ortaggi da paesi come Spagna e Maghreb sono già aumentate del 30%.
Un colpo durissimo per i nostri produttori - evidenzia la Cia - tanto più che le aziende agricole già devono fare i conti con il “caro-gasolio”, aumentato in due anni del 150%.
La conferma delle gravissime perdite che l'agricoltura sta subendo dallo sciopero degli autotrasportatori arriva dai dati raccolti da Confagricoltura nel settore della distribuzione: si stima che, a livello nazionale, venga consegnato ai punti vendita della Gdo circa il 60% del quantitativo medio abituale di prodotti deperibili, come carne, ortofrutta, formaggi. In altre parole, un calo del 40% dovuto ai blocchi stradali di questi giorni, che impedivano agli agricoltori di trasferire le loro produzioni dalle aziende ai mercati e, in molti casi, anche alle aree di stoccaggio dotate di celle frigorifere.
Inoltre, a causa di questa situazione, sono sospese molte attività che impegnano manodopera stagionale, come la maggior parte delle operazioni di raccolta. Un fatto che ha gravi ripercussioni sui lavoratori: Coldiretti stima che siano almeno centomila i lavoratori impegnati nella raccolta, nel confezionamento, nel magazzinaggio e nella trasformazione dei prodotti alimentari deperibili (come i fiori e l’ortofrutta) che non hanno potuto recarsi al lavoro a causa del blocco alla circolazione provocato dallo sciopero.

Fonte: Italiafruit
 

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