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07/09/10 - Giù il valore dei diritti di impianto PDF Stampa E-mail
Martedì 07 Settembre 2010 08:17

altIl valore "immateriale" del vigneto, costituito dal suo valore estetico, dalla fama del territorio, dal blasone della denominazione, dalla storia e dalla tradizione delle tipologie prodotte in quelle terre, sembra quello maggiormente colpito. Lo testimonia anche l'andamento dei diritti di reimpianto, un po' la rappresentazione reale di questo valore aggiunto, decisamente in sofferenza. Un paio di casi per tutti: i diritti a Brunello viaggiavano sui 200mila euro nel 2009, quest'anno sono trattati sui 100.000 (-50%); medesima dinamica per quelli a Chianti Classico passati da 50.000 euro a 35.000 (-30%). E va ricordato che la loro futura scomparsa (2013), come stabilito dall'Ocm vino, determinerà un'ulteriore scossa verso il basso dei prezzi dei vigneti. Ma già da ora è possibile disegnare uno scenario in cui i vigneti ad Igt perderanno ulteriormente valore solo per questa variazione legislativa. Altra sorte toccherà, invece, ai vigneti a denominazione. Con una sofferenza maggiore per il valore delle denominazioni minori, mentre quelle più importanti, a meno di clamorosi riassestamenti complessivi, grazie al mantenimento degli albi dei vigneti chiusi, riusciranno a stabilizzare il valore di quei diritti.

 

Fonte: Winenews

 

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