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11/03/10 - Cooperative agroalimentari: modificare i criteri di redditività PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Marzo 2010 10:22

altIl prossimo 18 marzo si svolgerà a Bruxelles la prima riunione del gruppo di lavoro congiunto del Cogeca (Comitato generale della cooperazione agricola dell'Unione europea) e dell'Eacb (Associazione Europea delle Banche di Credito Cooperativo) sulla definizione e valutazione degli indici finanziari per le cooperative agroalimentari. Del gruppo di esperti europei, coordinato dal greco Prodromos Kalaitzis funzionario del Cogeca, fa parte anche l'italiano Gian Luca Bagnara (nella foto), economista agroalimentare e assessore alle Politiche agroalimentari della Provincia di Forlì-Cesena.

Per poter investire e competere sui mercati, oltre al capitale proprio (capitale sociale), le imprese cooperative agroalimentari devono accedere ai mercati dei capitali. Tuttavia, a causa della specificità della loro forma gestionale, il rischio finanziario delle imprese cooperative deve essere valutato con parametri specifici rispetto ai criteri di Basilea II. «Infatti - spiega Bagnara - rispetto alle imprese di capitale, l'impresa cooperativa presenta una governance e funzioni specifiche, in attuazione del 'principio mutualistico', che rendono erroneamente più difficile l'accesso al credito. In realtà, tali caratteristiche sono dei valori anche per i mercati finanziari, ad esempio: l'impresa cooperativa non persegue finalità di lucro per cui i margini sono ripartiti sul prodotto conferito dai soci, mentre in una impresa di capitali il prodotto sarebbe stato una voce di costo; il prestito da soci è un potenziale di solidità finanziaria, mentre ai fini dei criteri di Basilea 2 è un debito a breve che contribuisce a peggiorare il rating finanziario, ecc. Inoltre, l'obbligo del conferimento del prodotto degli agricoltori ed il principio di mutualità prevalente fanno sì che la cooperativa agroalimentare sia una vera e propria filiera integrata in forma di impresa, e questo rappresenta un valore anche per la valutazione della solidità finanziaria: tuttavia, non esistono parametri di valutazione adeguati». Di conseguenza «la particolare caratteristica delle cooperative di remunerare il proprio socio attraverso il pagamento dei conferimenti, invece che attraverso la distribuzione degli utili ottenuti a fine anno, rende necessario una revisione della metodologia dell'analisi di bilancio. In particolare, gli indici di redditività, come ad esempio il Roe (redditività del capitale proprio) o il Roi (redditività del capitale investito) ma anche il Ros (redditività delle vendite) non sono idonei a misurare la vera redditività della cooperativa, in quanto non tengono conto del fatto che parte o tutta la redditività della cooperativa viene incorporata nella voce di bilancio dei consumi».

Occorre perciò mettere a punto strumenti di valutazione economico-finanziaria per facilitare l'accesso al credito. Ad esempio, occorre rideterminare la voce dei consumi in modo da scorporare il vero vantaggio attribuito ai soci produttori. L'obiettivo di questa commissione di esperti è quindi quello di analizzare, elaborare e, infine, presentare, entro la fine del 2010, un documento di lavoro con gli indicatori finanziari appropriati nonché i rispettivi metodi di analisi economico-finanziarie specifici per le cooperative agroalimentari europee.

 

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