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Lunedì 08 Marzo 2010 15:17 |
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La commissione agricoltura del Parlamento europeo ha ribadito che il settore primario può fattivamente contribuire a rallentare il cambiamento climatico, ma che delle misure si impongono affinché essa si adatti agli effetti del riscaldamento del pianeta. «L'agricoltura è una parte del problema e una parte della soluzione - ha sottolineato Paolo De Castro (nella foto), presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo - e risulta dunque importante riflettere sulle misure che dovranno essere adottate per ridurre le emissioni di gas a effetto serra prodotte dall'agricoltura, favorire l'adattamento degli agricoltori alle conseguenze delle modifiche in atto e sviluppare il potenziale del comparto. La sfida del clima è stata esaminata in modo insufficiente in occasione dell'ultimo bilancio di salute della PAC, occorre dunque esaminare con attenzione tali problematiche nel quadro del dibattito sul futuro della stessa PAC dopo il 2013». L'agricoltura, in particolare la sua correlazione con il suolo e gli organismi viventi, può contribuire agli obiettivi di riduzione del riscaldamento climatico. La Commissione europea è stata invitata a prevedere, nella sua futura comunicazione sulla riforma della PAC dopo il 2013, un'evoluzione della politica agricola europea verso «una politica agraria, alimentare e ambientale dotata di sistemi di aiuti ai produttori, che siano più duraturi, più giusti e più legittimi per l'opinione pubblica, ridando senso al lavoro degli agricoltori». Alla Commissione è stato anche chiesto di riflettere su nuovi sistemi di aiuti che valorizzino la fissazione della CO2 al suolo e la biomassa agricola.
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