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Martedì 19 Gennaio 2010 16:32 |
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«La recente polemica innescata dalla trasmissione televisiva Striscia la Notizia, andata in onda con la puntata "Tarocchi taroccati", dimostra quanto sia dannosa per i produttori agrumicoli la divisione e l'affermazione campanilistica che una varietà d'agrume prodotta prevalentemente in una delle province siciliane sia migliore di un'altra prodotta in un'altra delle province della stessa isola». E' quanto afferma il presidente di Confagricoltura Sicilia, Gerardo Diana. L'Organizzazione degli imprenditori agricoli ricorda che dalla provincia in cui si producono le arance pigmentate migliori del mondo, Tarocco, Moro e Sanguinello, provengono anche arance bionde di ottima qualità, quali ad esempio Navelina, Valencia, Ovali e Washington. Per il presidente di Confagricoltura Sicilia, il reale valore della produzione agrumicola siciliana risiede nelle condizioni ambientali, uniche e irripetibili, dell'isola, posta al centro del Mediterraneo. L'unicità delle produzioni agricole siciliane è il risultato non solo delle condizioni ambientali ma anche del contesto storico-culturale in cui esse vengono realizzate. «E' venuto il momento - conclude Diana - di perseguire un obiettivo comune e' quello di avere il marchio Sicilia a tutela di tutti i prodotti agricoli siciliani, che identifichi in maniera semplice, efficace e inequivocabile il luogo d'origine e richiami in modo diretto per il consumatore le caratteristiche ambientali e i valori culturali, che costituiscono il patrimonio esclusivo dell'Isola». Il marchio "Sicilia" attraverso i prodotti agricoli diventerebbe così il veicolo, l'ambasciatore dell'Isola nel resto d'Italia e nel mondo.
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